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Password Manager: Perché Non Sai di Averne Bisogno

 

by Donato Carriero

Tara e Francesco hanno da poco rilasciato la versione 7 di Passpack, online password manager che ha avuto il coraggio di uscire dalla fase “beta” in cui la maggior parte delle startup, da Google in poi, amano restare per poter coprire con un velo di simpatia e con un semplice “ci stiamo lavorando”, eventuali imperfezioni.

Passpack non si può permettere di compiere errori, perché non è solo uno strumento di lavoro e di organizzazione della vita, ma tocca un argomento delicato, su cui appunto, non sono ammessi errori: le password, i pin personali, i codici di accesso.

Passpack 7 introduce una funzione che a me non risulta essere fornita da nessun altro online password manager, al momento: il Secure Sharing.

Condividere le password con colleghi, clienti e familiari.

A differenza di quello che si potrebbe pensare sulle prime sono numerosi i casi in cui può essere utile uno strumento per gestire le password tra più utenti:

  1. con i colleghi, chiunque abbia lavorato in team si è trovato a dover inviare password, creare account per altri membri del gruppo e così via. I sistemi ci sono, per farlo, e variano dai post-it ai fogli di excel, magari in rete. Sono sicuri? “No e poi chi vuoi che interessino le nostre password”. E’ quello che deve aver pensato la Palin fino a quando le hanno violato la casella di posta elettronica, semplicemente risalendo alla sua password evidentemente troppo debole.
    La domanda giusta da porsi è: “Cosa sono disposto a fare per evitare il rischio di fare una figura da incompetente e mettere a rischio i miei dati e quelli dei miei clienti?” Con questo approccio, quantomeno, si è disposti a valutare delle soluzioni, che come vedremo, non sono poi così complesse.
    passpack features
  2. specialmente per i freelance, creare e gestire account (dall’hosting ad ennemila servizi) per conto dei clienti è una prassi. Altrettanto frequenti sono i casi in cui i clienti, per scarsa attitudine o distrazione perdono o non  ricordano la password e a chi la chiedono? E via, crea una nuova password, oppure inviala al cliente per email [che ricordo sempre, equivale a spedirla con una cartolina, perché le email viaggiano visibili sui server, e non sappiamo su quali server viaggiano], oppure in file di excel, protetto da password, ammesso che il cliente sia in grado di gestirlo [anche per violare la password applicata ad un file ci sono programmi gratuiti scaricabili dalla Rete, sicurezza  zero].
    .
  3. con i familiari, c’è sempre qualcuno, in famiglia che si occupa delle bollette, dei conti in banca, che tiene traccia dei pin dei telefonini, del numero della tessera sanitaria, e dei codici di accesso all’home banking.  Ameranno la possibilità di organizzare tutto in un posto sicuro come Passpack e avere tutto lì, rintracciabile con un semplice campo di ricerca ed organizzato per  Tag.
    Senza contare che non dovranno più inviare nulla, perché con Passpack 7 possono condividere le password, con i familiari a cui servono.

Per tutto questo Passpack offre una soluzione più semplice ed efficace, basta essere disposti a modificare leggermente alcune abitudini di comportamente online, come descriveremo nel prossimo paragrafo.

Passpack è gratuito, costa solo un piccolo cambio di abitudini.

L’account free mette a disposizione dell’utente 100 password e la possibilità di condividerle con un utente (dei disposable logins, utili in caso di viaggio, ne parliamo in un’altra occasione).
L’account Pro consente di salvare 1.000 voci e  di condividerle con altri 3 utenti con abbonamenti da 1,25 Euro/mese.

Per utenti con maggiori esigenze di sharing ci sono poi l’abbonamento Group (15 utenti, 3 Euro/mese) e Team (80 utenti, 9 Euro/mese). Pro, Group e Team offrono anche altri vantaggi, oltre al numero di utenti con cui è possibile condividere  le passwor, ma non c’è il tempo di parlarne ora.

E’ facilmente intuibile che la maggior parte degli utenti privati non hanno esigenze superiori a quelle soddisfatte dall’account free, che comunque è sicuro quanto tutti gli altri. Le aziende invece, i gruppi di lavoro, e chi ne ha necessità per motivi di business ha a disposizione gli account Group e Team.

Passpack, dunque, è innanzitutto uno strumento gratuito, che offre un vantaggio sicuro ed evidente: la tranquillità. Serenità perché le tue password sono molto più solide, perché non te le devi  ricordare, Passpack lo fa per te, e perché ritrovi in maniera facile e veloce tutto quello che cerchi (se lo  hai salvato in Passpack!).

Per beneficiare di questi vantaggi, l’utente deve solo affrontare qualche piccolo sacrificio nel cambiare le proprie abitudini in materia di sicurezza e gestione delle password. Alcuni esempi:

  • quando devi creare un nuovo account lo fai con Passpack aperto in un altro tab, così puoi far generare la password a Passpack senza doverti scervellare tu, e subito salvarla
  • accederai facilmente agli strumenti online che usi più di frequente, perché la password è memorizzata sul browser, ma per quelli a cui accedi saltuariamente dovrai prima aprire Passpack. Di buono c’è che da quando apri Passpack in poi puoi accedere ovunque con un solo click, grazie al one-click-login
  • se diventerai un heavy user di Passpack come il sottoscritto, uno dei primi tab che aprirai con il browser, sarà proprio il tuo online password manager, e lo terrai sempre aperto, perchè da lì con un solo click salti su qualsiasi sito, e sei già loggato

Se questi sono i sacrifici, i vantaggi sono:

  • devi ricordarti una ed una sola password: quella di Passpack
  • sei velocissimo a fare login ovunque
  • non perdi più niente (ogni voce ha un campo testo in cui puoi anche memorizzare la lista della spesa, se vuoi)
  • ritrovi le password prima di chiunque altro, e più facilmente
  • puoi condividere le voci memorizzate, o inviarle ad altri utenti tramite messaggi sicuri, oppure inviarli criptati tramite email (new feature!).

Ecco come condivide la password con un altro utente di Passpack, grazie al Secure Sharing

Immagine anteprima YouTubeIo, per esempio ho condiviso i miei dati di login dell’account Paypal, come ho avuto modo di dire anche su Twitter. Con una persona di fiducia, spero. :-P

Sono un Passpack happy user, conosco e stimo Tara e Francesco per aver lavorato con loro nel 2008, ma non ho nessun interesse diretto nella startup. Il mio giudizio è totalmente sincero, come sempre.

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Comments (6)

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  • Marco - Rispondi
    giugno 15, 2009, 10:33 am

    Condivido in pieno il tuo giudizio positivo. ;-)

  • eddypedro - Rispondi
    giugno 15, 2009, 11:29 am

    mi sono giusto iscritto ieri a Passapack!

  • Donato - Rispondi
    giugno 15, 2009, 11:57 am

    @Marco grazie per l’autorevole supporto.

    @Eddy è semplice da usare, ma i veri benefici non si apprezzano immediatamente.
    All’inizio può essere faticosa la fase di inserimento delle voci (account e password), però man mano che si completa questa operazione si iniziano ad apprezzarne i benefici.

    Ci vuole un po’ di pazienza ed applicazione, ma si viene ripagati.

  • Francesco - Rispondi
    giugno 15, 2009, 12:21 pm

    Donato, grazie infinite per il bel post.
    Sono soprattutto contento che tu continui ad usare Passpack con vantaggio.

    Ne approfitto per fare una piccola precisazione.
    L’utente Free può salvare 100 sue password ma può disporne, fra condivisioni varie, anche di 10000. Il limite, cioè, è meno reale di quello che sembra.
    Volendo uno potrebbe crearsi, faccio un esempio, cinque account: uno principale e quattro gregari. Da tutti i gregari condivide con quello principale tutte le password. Risultato: ha un account da 500 password. Probabilmente sarebbe un po’ scomodo da gestire, ma è lecito e si può fare.

    Visto che ci sono ti dò qualche anticipazione.
    Sto lavorando sull’Autologin 2. Rispetto alla versione attuale sarà innanzitutto più affidabile e riuscirà a gestire molti più siti, e inoltre aggiungerà delle funzionalità in più. Ecco le principali:
    – Copia dei dati per quei siti dove l’autologin fallisce, analogamente a quanto avviene cliccando sui checkmarks nella tabella.
    – Segnalazione di problemi direttamente durante l’autologin (senza dover andare nell’help center).
    – Creazione la entry mentre ci si registra ad un servizio, senza dover cioè saltare da un tab all’altro.

    Tante belle cose!

  • Donato - Rispondi
    giugno 15, 2009, 12:41 pm

    Francesco, grazie a te per le succose anticipazioni :-)

    Non mi sono soffermato sull’autologin per due motivi:

    1. se si aggiunge troppa carne al fuoco le novità finiscono per disorientare e scoraggiare

    2. da un po’ di tempo ho preso a lavorare su più browser contemporaneamente, avendo due schermi, quindi uso poco l’autologin, proprio come facevi tu!
    [però diciamo che in questo non credo che noi rappresentiamo l'utente standard] ;-)

  • eddypedro - Rispondi
    giugno 15, 2009, 12:49 pm

    Fantastico!

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