Senza nessuna sorpresa da parte mia, i consigli per realizzare la puntata “Com’è andata a finire” sequel di quella dedicata da Report ai social media, ha raccolto solo cinque contributi in sette giorni.
Dunque delle decine e decine di blogger e social media guru che hanno fatto i gargarismi con l’hashtag #fail e criticato dall’alto della propria poltrona in salotto l’operato della redazione di Report, poi al momento di rimboccarsi le maniche sono rimasti in quattro: Jovanz74, JuliusDesign, Umbazar, Giuppo77.
Per carità, non è che fosse obbligatorio per nessuno contribuire al wiki, ma la sproporzione nei numeri mi pare tale da legittimare le considerazioni che seguono.

Immaginavo che in molti non avrebbero partecipato anche per non legittimare l’iniziativa di uno, uno chiunque. Perché è così che funziona nella blogosfera, tutto bene finché si resta nel gruppo, ma appena qualcuno tenta l’iniziativa, la fuga in termini ciclistici, finiscono i giochi di squadra, nessuno gli dà il cambio, è molto difficile che qualcuno lo sostenga per arrivare insieme al traguardo.
A meno che non si tratti di una questione di mera solidarietà – un torto subito, un motivo per indignarsi – oppure nel caso in cui l’uomo in fuga non riesca a staccare nettamente il gruppo, e allora diventa irraggiungibile, allora si può tornare a lodarlo perché fa storia a sé ed è bene poter vantare l’amicizia di uno così.
Vincenzo ne è un esempio, ha un approccio estremamente professionale, e si è conquistato la posizione e l’autorevolezza per volare alto sopra le beghe blogosferiche. Lavorando a stretto contatto con lui ho potuto vedere ginocchia di gesso piegarsi in un forzato e doloroso gesto di deferenza.
Tornando al caso di Report, come dicevo, ero certo che per molti sarebbe stato impensabile rivolgersi alla trasmissione attraverso una terza persona, quindi ho creato il wiki come ponte verso la redazione della Gabanelli, la stessa che non risponde a nessuno se non all’Unità, Tv Talk, e una nota sul proprio sito – che maleducati! – e che però si è detta disposta ad ascoltare i consigli raccolti tramite questo strumento. Non è bastato per motivare gli opinion leader, evidentemente.
Con mia sorpresa però, la contestazione della inopportuna concentrazione della conversazione non è rimasta sottaciuta, neppure il fatto che il wiki prevedesse di rimandare le discussioni ai blog dei contributor è servito a superare tale timore. Che si sia persa un’occasione? Io dico di sì.
Chiudo con le parole di Leo Sorge, un uomo e pensatore anticonvenzionale, ché dire blogger ora mi pare riduttivo:
Per la maggior parte, i social media italiani sono riempiti da guru autoproclamati dei quali non si riesce a conoscere neanche il lavoro. In gran parte si tratta di ex blogger, generalmente non della prima ora, che tempo fa valutai ad occhio in circa trecento.
Non appena le metriche dei blog sono state più chiare, per gran parte si sono spostati sui media sociali, Facebook, Twitter o Foursquare che siano. Quello hanno, quindi reagiscono male se gli si tocca il soldato Twitsquarenbook: un badge s’insegue, un like si rimedia, ma un commento è già più difficile da sollecitare.
Lo so, non è un post in clima con la Pasqua, ma meglio così, martedì ci saremo dimenticati già tutto e passeremo al flame successivo.
Edit 3 maggio 2011:
Stefania Rimini via email ringrazia chi ha contribuito al wiki:
“grazie per il contributo fattivo, nell’aggiornamento confluirà anche questo.”
17 commenti
Ti meravigli per il caso Report?
Ti dice niente Ritalia, “io amo internet” e tutte le altre occasioni in cui si discute, discute, discute, solo per giocarsi i posti in conferenza, l’invito all’evento o il prodotto in prova (in prova cavolo, manco in regalo!).
Se vai a fare l’elenco di chi ha fatto veramente qualcosa di concreto, visibile e “volontario/crowd” in Rete tra tutti i Guru, rimarrai con un pungo di mosche in mano.
Leo ha proprio ragione.
Sante parole.
Ciao,
Zeno
Antonio, non confondiamo il crowdsourcing con il “crowd voluntary service”…
Stefano, ok. Non confodiamoci, ma non indignamoci e basta.
Report ha detto “Se siete tanto esperti fatelo voi un servizio che in un’ora dica tutto il bene e tutto il male della Rete in modo comprensibile”.
Donato ha rilanciato con “facciamolo insieme visto che stiamo difendendo la -nostra- Rete (e il nostro lavoro)”.
Cosa ne è seguito lo ha scritto sconsolatamente già lui. Non credo ci sia di mezzo il volontariato qui. Inoltre facciamo la differenza se tra il vecchio (vero?) crowdsourcing e gli attuali concorsi a premi. Questo episodio credo sia la vera occasione persa della Rete e dei suoi esperti, perché gli utilizzatori medi hanno solo imparato a stare più attenti; mica si sono indignati.
Più che un uomo, un “ù”, mi toccherà firmarmi adesso! Sì, s’è persa un’occasione, rispondo a te.
Faccio una controproposta: perché non mettiamo insieme un gruppo di lavoro che presenti a Report una proposta d’indagine fatta dal gruppo e da loro seguita, pagata e mandata in onda?
@LEo: Ecco Leo, se la proposta è: facciamo una proposta a Report con preventivo allegato, allora sono disponibile (ma già ti dico che non accetterebbero). Il fioretto che ho fatto per il 2011 è di lavorare gratis solo per chi lavora gratis. ed anche in quel caso con una selezione molto stretta.
@Antonio: quello che pensavo di Ritalia lo scrissi in tempi non sospetti (cioè prima che si rivelasse un flop) qui: http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/il-caso-ritalia-e-lapologia-di-un-universo-ingenuo/
Mi risulta che in alcune occasioni abbiano acquistato servizi esterni concordati. Il che non è detto che questo possa essere uno dei casi.
Progetti come Ritalia sono molto ambiziosi – partecipai come osservatore per capire se potevo contribuire, ricordo anche una conferenza su SeconLife! – qui si trattava solo di raccogliere qualche spunto proveniente dai blog, scrivere un post o scrivere sul wiki con un approccio costruttivo.
Nessuno obbligato a farlo, ma niente di più impegnativo.
Leo, ecco, aggratis ho fatto abbastanza, siccome non mi pare ci sia interesse o intenzione di investire in questa direzione, come da titolo, la questione per me è chiusa fino al prossimo capitolo.
Ciao Donato, io leggo solo ora dell’iniziativa sul Wiki e mi pare una bella cosa, ho proposto tante volte approcci condivisi così ma ricevuto anche io sempre poche risposte. E però anche quelle 4, 5 persone, sono preziose.
Concordo sul disinteresse concreto e sulle parole di Leo Sorge, da anni la penso così anche prima i soscial mìdia, forse per questo non sono mai andato a nessun evento, non amo essere presenzialista e basta ma fare qualcosa. E’ più facile essere fondamentalisti e sdegnati che costruttivi ed ottimisti.
Che poi non capisco come fare un commento, anche di 2 minuti articolato, possa considerarsi “lavoro”. Il lavoro non è praticamente quasi mai gratis ed è comunque un’altra cosa. IMHO.
Che dire se non che ero sicuro che sarebbe andata a finire così?
Decostruire è facile (e gratis ci proponiamo un po’ tutti a farlo con efficienza e partecipazione massiva v. il “Caso Pepe” http://gilda35.com/2011/04/19/un-altro-inutile-post-su-patrizia-pepe/ ), proporre qualcosa “in positivo”, diventa ogni giorno più raro nella blogosfera…
Don, ti ringrazio per le belle parole. Capisco la tua frustrazione forse frutto di aspettative troppo alte. Forse non bisognerebbe dare per scontati i modi e le forme della partecipazione. La rete non è un un corpo unico.
Forse semplicemente in questo caso la maggioranza ha preferito scrivere sul proprio blog o twittare la propria disapprovazione. O forse l’iniziativa non ha avuto una visibilità tale da raggiungere una massa critica.
Io, per esempio, non ho scritto nulla in merito alla trasmissione pur non avendola gradita per il modo in cui stata costruita e per i toni usati. Al tempo stesso non avrei saputo scrivere nulla di costruttivo su un wiki se non quello di consigliare a Report un approccio meno superficiale.
Serena Pasqua a tutti
Vincenzo, pacato come sempre, ma qui non c’è alcuna frustrazione perché come detto nelle prime tre parole del post le cose sono andate esattamente come mi aspettavo.
Ho scritto, e siamo d’accordo, che ognuno reagisce e risponde nella maniera che ritiene più opportuna, nessuno è obbligato ad usare il wiki. È chiaro anche che se ho aperto un wiki per dare dei consigli per migliorare è perché ci sono cose che non sono piaciute nemmeno a me della puntata di Report. Però tra il dire “non mi è piaciuta” e l’arringare contro tutta la trasmissione – es: “se hanno fatto così male questa puntata allora chissà quante cavolate hanno detto in altre di cui non siamo esperti” – ce ne passa, e se uno si fa paladino della verità e della giustizia, poi non fa bella figura se non risponde quando gli si chiede, va bene così non va, allora tu come faresti?
Infine, il contenuto di questo post non va letto solo alla luce di come si è comportata la blogosfera in questa occasione, ma di come è solita fare, ed alcuni esempi sono stati riportati anche da altri nei commenti precedenti.
Donato, vedo che mi chiami in causa direttamente. Anche se a dire il vero da un esperto come te, in un post dove si parla di comportamenti più o meno corretti, mi sarei aspettato che ti riferissi a me più apertamente. Ad ogni modo, vedo di risponderti per punti, quelli che dal mio punto di vista meritano risposta specifica:
1) lungi da me farmi paladino di verità e giustizia, che ritengo concetti molto relativi, in questo caso.
2) della tua pagina wiki non ho saputo nulla fino ad oggi, e credo come me moltissimi. Devo comunque ammettere che anche se lo avessi saputo difficilmente mi sarei messo a scrivere lì qualcosa su Report, visto che – come già nel 2007 Ritalia – mi sembra un approccio un po’ ingenuo.
Quello che sto facendo, con un gruppo di colleghi che stimo e con un taglio diverso, appena sarà pronto lo comunicherò e non è riferito solo a Report, che è solo l’ultimo esempio di cattiva informazione sul tema.
3) Non ci vuol un genio per capire – dai miei post sul tema – che, molto semplicemente, il “come avrei fatto” l’ho detto: avrei evitato di travisare molti fatti (travisare, non semplificare). Non mi metto certo a proporre a report lo script alternativo per una seconda puntata. Se lo vogliono, vale quanto detto prima a Leo.
4) Non mi piace l’idea del wiki, i blog esistono apposta, e non vedo il motivo di montare un wiki per ogni cosa. nè tanto meno mi pare che si possa fare bella figura o meno partecipandovi. Se avrò qualcosa da dire, lo farò sul mio blog, come faccio da anni.
5) c’è una grande differenza tra fare riflessioni, e critiche che continuo a ritenere costruttive, e proporre la revisione di un programma. Grazie a Dio il diritto alla critica esiste ancora. Ed esiste il diritto di non leggere i blog che non piacciono. Quindi, non vedo perchè piccarsi di qualcosa scritto su un blog nè capisco perchè chi scrive qualcosa sul suo blog dovrebbe sentirsi in dovere di intervenire su un wiki sullo stesso argomento.
buona pasqua.
stefano
Stefano, mi preme innanzitutto chiarire il malinteso tra noi due: no, non mi riferivo a te, sono tornato sul tuo blog e posso dire con certezza di non aver letto il tuo post, si è trattato di una coincidenza.
Altri hanno fatto la tua stessa considerazione, non solo sui rispettivi blog ma anche sui social network, e se non li ho nominati prima e non li nomino ora è perché “non sono qui”, non potrebbero sostenere le proprie tesi ed in ogni caso non è mio interesse alimentare una polemica individuale ma semmai ragionare su quello che io considero una cattiva abitudine di una certa parte della blogosfera, di cui peraltro posso dire che non fai parte.
Ci conosciamo da qualche tempo ormai, sai che ho stima di te e se avessi opinioni diverse dalle tue – come in parte è in questo caso – non avrei problemi a discuterne apertamente e francamente, certo di trovare dall’altra parte un interlocutore corretto e preparato.
Spero di aver dissipato ogni dubbio a livello personale, quindi dovrebbe decadere il punto 1.
2. Del tutto legittimo che tu non sappia del wiki, ribadisco tuttavia che non si tratta necessariamente di “scrivere lì”, ma anche solo di mettere lì il link a quello che hai scritto sul blog, non a caso ho posto un limite di 500 battute per ogni intervento sul wiki.
3. ok.
4. vedi punto 2, il wiki è solo un indice, resta la centralità dei blog.
5. nessuno è “tenuto” ad intervenire sul wiki, è evidente una volta di più che non mi riferissi a te, tanto più se ritieni di aver fornito critiche costruttive. Non tutti lo hanno fatto, anzi credo tu sia un’eccezione.
Tu hai usato quella frase in maniera interrogativa “come ci assicuriamo del fatto che non vengano trattati allo stesso modo anche altri temi?”.
Stai certo che non tutti hanno avuto la stessa attenzione, trasformandola in un assioma evidentemente non dimostrato: se una mela nel cesto è marcia, non è detto che tutte le mele siano marce.
La cosa paradossale è che stia discutendo proprio con te!
Buona Pasqua a tutti.
Ciao Donato,
scopro anch’io solo ora del wiki. Pur avendo seguito con attenzione la vicenda in rete, mi è sfuggito questo tuo appello, e la cui scarsa adesione la imputerei anche ad una scarsa informazione (come spesso succede nelle rete, i messaggi sono tanti, troppi e a volte si rischia di perdersi qualcosa). Capisco la tua delusione, forse semplifico troppo, ma davvero forse il problema sta tutto qui. Leggo tra i vari commenti di non essere la sola a non averne saputo nulla.
Avrei collaborato volentieri a questa tua iniziativa che considero costruttiva, in antitesi con il coro a volte sterlmente indignato della rete. Sia chiaro anch’io ho trovato riprovevole la puntata di Report, ma mi sono astenuta dal commentare, perchè (come già qualcuno ha scritto) indignarsi e basta non serve.
Peccato, penso che si sia persa un’occasione e attendo news sugli sviluppi, nella speranza che un ‘Come è andata a finire’ su questa vicenda venga messo in onda prima o poi. Donato, tienici aggiornati
[UPDATE]
Stefania Rimini ringrazia chi ha contribuito al wiki.
Il wiki resta aperto, chiunque volesse può aggiungere 500 battute max e un link.
Davvero molto interessante questo articolo. Ho notato anche io questa tendenza “di gruppo” e questa difficoltà, nei singoli, ad agire anche in controtendenza rispetto alle aspettative del gruppo dominante. Quando accade compare il vuoto intorno, l’assenza di commenti, il guardare ma stare a distanza.