Lo Whynotter, o anche “yes man”, è colui che come prima risposta tende a dare un’approvazione, stende tappeti rossi alle richieste del cliente. Tutto bene fino a quando il cliente chiede quello che è realmente meglio per se stesso, ma se fa una richiesta inappropriata, tipo creare un account fake per attività di social media marketing?
Lo Yesbutter, al contrario, tende a porre obiezioni, ha sempre qualcosa da aggiungere o ribattere. Insomma è un gran rompiscatole, e talvolta può arrivare ad essere irritante con i suoi contiui “Sì, ma…”

Yesbutter e Whynotter li potremmo definire due diversi modi di vivere, approcci mentali diametralmente opposti, che si rispecchiano anche nello stile della consulenza.
Nella vita di tutti i giorni lo Whynotter vive meglio ed ha maggiori probabilità di successo e sopravvivenza, ma nel caso specifico della consulenza, chi offre un migliore servizio al cliente?
Se il presupposto è che l’azienda si rivolge ad un esperto per avere un contributo di conoscenza e competenze, è lapalissiano che questi non possa limitarsi a dire sì. Lo Yesbutter può essere umanamente fastidioso, ma probabilmente è una persona che si appassiona al proprio lavoro al punto tale da non riuscire a limitarsi ad accontentare il cliente sempre ed in ogni circostanza.
Rapportarsi con lui sarà più faticoso, ma tu azienda, chi vorresti avere accanto nel momento in cui senza saperlo stai per commettere un errore? Chi ti dice “certamente!”, nascondendosi dietro il paravento del “lo ha richiesto il cliente”, o chi si sbraccia e strepita per dire “sì, però non andrebbe fatto così, perché invece…”?
Tu come sei nella vita, Whynotter o Yesbutter?
PS1
Avrei potuto intitolare questo post Cicero pro domo sua, ma sarebbe stato pretenzioso.
PS2
Credits to Zoidberg per avermi introdotto al dualismo tra Whynotter e Yesbutter.
Un trackback
[...] giorno fa Donato Markingegno ha pubblicato nel suo blog un’Apologia dello Yesbutter. Quando ho letto il titolo, sono saltata subito sulla sedia, e sono corsa a leggere il post, [...]