Digital Strategist @ Hagakure

disegno strategie

viale Bligny 27, Milano
Phone: +39 02 7601 5852

Contact form

Toggle Upper
Digital Communication Strategy
You are here: HomeExtras Jobberone: Piattaforma Cerco Offro Lavoro Per Piccole Imprese

Jobberone: Piattaforma Cerco Offro Lavoro Per Piccole Imprese

 

by Donato Carriero

Sabato e domenica (5-6 maggio) sono stato a Gardone Riviera, sul lago di Garda, ospite di Jobberone, neonato sito che ambisce a far incontrare la domanda con l’offerta di lavoro.
Credo che la maniera migliore per raccontare Jobberone sia partire proprio da chi ha avuto l’idea di crearlo e la volontà di portare avanti quell’idea che muove i primi passi in un ambiente ricco di competitor importanti.

I Founder e i Venture Capital

I founder sono Patrick e Oliver, fratelli e imprenditori del settore turismo da tre generazioni. I due hanno costruito un team composto da altre quattro persone, abbiamo conosciuto i due developer ed il community manager.

Gli investitori sono Patrick e Oliver. Non si tratta di un caso di omonimia, questi due giovani, invece di godersi tranquilli il proprio successo imprenditoriale, si sono trovati di fronte ad un’esigenza: le loro strutture alberghiere hanno un forte ricambio di personale ed i siti di ricerca/offerta di lavoro disponibili non sembrano in grado di soddisfare le loro esigenze.

Ci hanno raccontato di come la ricerca di personale si traduca in una notevole perdita di tempo e denaro, necessari per valutare le numerose candidature per le quali si paga e che spesso si rivelano essere non in linea con la ricerca.
In altre parole, quello che offre la Rete a loro giudizio non è adatto alle esigenze specifiche delle piccole medie imprese come la loro.

Come hanno deciso di affrontare questa che ritengono essere una richiesta di mercato non soddisfatta? Alla maniera degli imprenditori ovviamente: creando ed investendo in un’azienda che dia una risposta a quel bisogno, Jobberone.

In questo senso il caso di questa startup è alquanto singolare: Oliver e Patrick non giocano con i soldi degli investitori rischiano sulla propria pelle, sul proprio portafoglio. Decisamente non si può parlare di una “garage – startup”, perché il Grand Hotel Fasano di Oliver e Patrick è tutt’altro che un garage.
È una colpa fare impresa con i propri soldi? Certo che no. Semmai, visti i tempi che corrono è un merito.

Come funziona Jobberone

I servizi di base con cui il sito è partito consistono nella possibilità di registrarsi, inserire il proprio curriculum per i privati o aprire un’offerta di lavoro per le aziende. È possibile effettuare ricerche di lavoro geolocalizzate.
Sta per esser pubblicata su Apple Store l’app per iPhone, intendono rilasciare anche quella per iPad, Android e Facebook.

È fondamentale tenere presente che Jobberone non mira ad essere in competizione con LinkedIn; il profilo di candidati e di aziende a cui si rivolge è diverso, più basso – dove basso non è un giudizio di valore – in linea con le caratteristiche della piccola e media impresa italiana.

In futuro il sito non offrirà solo servizi di ricerca/offerta lavoro, ma in generale la possibilità di trovare servizi come l’idraulico – o fontaniere, come abbiamo appreso che si dice a Bologna – l’elettricista, l’imbianchino, eccetera. Si potrà lasciare un giudizio su queste attività che sentiamo indicare con la brutta espressione giornalistica il popolo delle partite IVA, solo commenti positivi “perché non ci interessano recensioni negative, gli utenti diranno chi è il numero uno nel suo mestiere” dice Oliver.

La domanda: business model?

Come pensa di fare soldi questa azienda? La risposta è stata:

Tutti i servizi offerti da Jobberone sono gratuiti, sia per i privati che per le aziende.
Ci poniamo come obiettivo di raggiungere centomila utenti registrati entro la fine dell’anno e di inserire annunci pubblicitari geolocalizzati.

La risposta lascia qualche perplessità, non so se tale bacino di utenza dopo il primo anno di attività consenta di iniziare a risalire la china degli investimenti fatti. A specifica domanda, Oliver mi ha risposto di mirare a raggiungere il break even in due/tre anni. Ce la faranno? Glielo auguro, ma al momento solo l’incoscienza dell’imprenditore che crede nelle proprie idee potrebbe mostrare la lucida determinazione che ha mostrato Oliver nel rispondermi.

Mi sono chiesto però se quest’attività abbia come obiettivo quello di produrre utili o se non si accontenterebbe di pareggiare i conti. Perché come ho detto, i protagonisti di questa avventura hanno già la loro impresa di successo, la gestiscono con grande maestria e capacità ed è nel settore turistico-alberghiero. Allora forse tutto questo è davvero una sorta di spin off la cui finalità è quella di rispondere all’esigenza di trovare personale per le proprie aziende e magari mettere a disposizione di altri imprenditori una piattaforma che funziona a questo scopo.

O forse no, queste sono solo mie illazioni e invece, come ci hanno detto, Oliver e Patrck accarezzano l’idea che il modello Jobberone sia esportabile anche all’estero e che la loro creatura possa un giorno camminare con le proprie gambe, produrre utili e facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, non solo con il recruiting online, ma anche con un sistema sociale di condivisione di esperienze con fornitori di servizi, maestranze ed attività commerciali.
Il tempo ci dirà.

Le incognite

Domande che prima o poi dovranno trovare risposta:

    I profili più bassi a cui il sito si rivolge sono anche quelli meno propensi all’utilizzo della Rete. I tempi sono maturi per questo passaggio?
    Le PMI a cui si rivolgono i servizi offerti da Jobberone sono tipiche e molto diffuse in Italia, ma all’estero?
    Alcune scelte sul sito, grafiche, di linguaggio, denunciano limiti specifici: prima di autodefinirsi “il nuovo” bisogna sapere esattamente cosa è stato già fatto. Si consiglia maggiore prudenza.

Considerazioni sul lancio

Avendo tra i founder i proprietari di una magnifica struttura ricettiva a quattro stelle, Jobberone si è potuto permettere di riunire una ventina di blogger da sabato pomeriggio a domenica e coccolarli come veri e propri ospiti dell’hotel.
La domenica mattina, la presentazione del team e del progetto, non noiosa, direi perfino attesa, perché Oliver e Patrick sono stati con noi tutto il sabato sera, ma non ci hanno mai parlato di “lavoro” se non su nostra richiesta. Due padroni di casa magnifici.

Dopo la presentazione del team, divisi in quattro gruppi ci hanno chiesto di fare un brainstorming per proporre loro delle feature da integrare in Jobberone. Ciascuno dei quattro gruppi ha proposto almeno cinque feature o migliorie. Non so se queste idee valgono la spesa affrontata, secondo me il rapporto è win-win.

Le feature proposte saranno realizzate. Alcune erano a mio giudizio essenziali, tra le altre qualche suggerimento originale che potrebbe rivelarsi vincente. In ogni caso un piccolo patrimonio di idee. Ci è stato permesso di guardare dentro l’idea di impresa ed in qualche modo di entrare a farne parte in maniera costruttiva.

Sono ben poche le aziende che possono permettersi di ospitare venti o trenta blogger in una struttura prestigiosa, ma l’idea di base vale per tutte: non chiedete ai blogger di parlare delle vostre idee, chiedetegli di tirar fuori le loro e se valgono implementatele per migliorare il vostro progetto. Qualcuno lo chiama crowdsourcing.

In questo caso direi che la magia è riuscita, l’evento non è stato organizzato soltanto per “alimentare il passaparola”, la pseudo-startup si è rafforzata grazie alle nuove idee portate dai blogger ed il merito va riconosciuto anche a Laura e Donatella di Mai-Tai. A giudicare dai volti di Oliver e Patrick domenica pomeriggio quando ci siamo salutati il bilancio per loro è stato positivo.

Conclusioni

Se penso che l’iniziativa avrà successo: non faccio l’indovino, credo che delle possibilità ci siano se punterà sulla recensione di servizi e suggerimento tra amici e conoscenti piuttosto che sul portale per la ricerca ed offerta di lavoro.
Attualmente non conosco uno strumento web che mi consenta di trovare un elettricista, un idraulico o una tata nella zona in cui vivo che sia più efficace del consiglio dei conoscenti. Ma questo tipo di suggerimenti possono viaggiare meglio e più rapidamente se si riesce a portarli online.

Jobberone: pagina Facebook, profilo Twitter.
 

Potrebbe interessarti leggere:


Comments (4)

  • Google Plus
  • Facebook
  • WordPress
  • [...] va all’agenzia Mai Tai, che ha curato e progettato l’evento con i blogger. Giustamente Donato e Andrea hanno esplicitato due punti fondamentali, semplici ma raramente cavalcati con convinzione, [...]

  • [...] scrive Markingegno in un ottimo approfondimento, Jobberone non mira ad essere in competizione con LinkedIn, ma è un nuovo mezzo di comunicazione che offre spunti diversi, sia per l’utente/lavoratore [...]

  • Lorenzo - Rispondi
    maggio 23, 2012, 5:35 pm

    Jobberone sembra interessante come progetto però forse 100.000 utenti dopo il primo anno sono un bel numero da raggiungere, dipenderà molto dall’ effettiva qualità del servizio e dalla pubblicità che faranno… ma per la pubblicità, che dire, hanno già iniziato al meglio

  • Lorenzo - Rispondi
    giugno 9, 2012, 4:47 pm

    si hanno più notizie di come stia andando il progetto?

Leave a Reply



Google+ Verified